Casa della Cultura e della Legalità “Silvano Franzolin” (Salvaterra, RO)

Il bene confiscato Villa Valente Crocco è situato in piena pianura Padana e precisamente nell’Alto Polesine: qui, in una piccola frazione del Comune di Badia Polesine, esistono varie ville del secolo XVI, oggi non più abitate. Tra queste il bene confiscato Villa Valente Crocco. La gestione del bene è stata assegnata ad un insieme di associazione e cooperative sociali, un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) che, per le finalità che promuove, ha voluto chiamarsi con il nome della località che ospita il bene, Salvaterra. L’ATS È formata dalle associazioni: Centro Documentazione Polesano (Diritti Umani), WWF (Ambiente), Apicoltori Veneti e dalle cooperative sociali: Porto Alegre (immigrazione), Di Tutti i Colori (immigrazione e giovani) e AltriNoi (disabilità). Tante realtà, attive ogni giorno per favorire la coesione sociale e contrastare l’emarginazione e il disagio, con servizi concreti di accoglienza e sostegno materiale per le fasce più deboli della popolazione. L’idea progettuale di fondo è fare di Villa Valente Crocco un contenitore di attività di rilievo sociale e culturale, un punto di riferimento, non solo locale, sui temi della legalità, della tutela dei diritti umani e dell’innovazione delle politiche sociali.

STORIA DEL BENE CONFISCATO

La villa, edificata nel XVIII Secolo, verrò venduta a fine anni ’80, entrando nella disponibilità di Francesco Ferrari, coinvolto nella cosidetta Turchia Connection, e coinvolto in attività di traffico di stupefacenti. La villa viene sequestrata nel dicembre 1995 dalla Procura della Repubblica di Verona ed assegnata al Comune di Badia Polesine. Dal lontano 1995 inizia una storia che sembra destinata al definitivo abbandono della struttura, fin quando il coordinamento di Libera del Polesano non contribuisce alla nascita di una nuova storia. A costruire il nuovo corso della villa sono sette realtà associative, impegnate in diversi ambiti del sociale. Nasce così la “Casa della Legalità”, destinata ad ospitare attività di rilievo sociale e culturale, rappresentando un punto di riferimento, non solo locale, sui temi della legalità, della tutela dei diritti umani e dell’innovazione delle politiche sociali. La villa è intitolata a Silvano Franzolin, ucciso nel 1982 nella cosiddetta “strage della circonvallazione”. Fu raggiunto dai colpi dei mafiosi di Nitto Santapaola, assieme ai colleghi e all’autista, mentre scortavano in carcere il boss Alfio Ferlito. In memoria di Franzolin, durante la cerimonia di inaugurazione, è stato anche piantato un albero nel grande parco della “Casa della legalità”, oggi spazio per incontri ed eventi, ma anche per progetti di reinserimento sociale e di recupero ambientale.

Il 7 aprile 2018 la Casa della Cultura e della Legalità è stata intitolato all’appuntato Silvano Franzolin di Pettorazza Grimani (unica vittima polesana della mafia).

Per saperne di più: https://www.casadellaculturaedellalegalita.it/

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